La Cerimonia del tè

Nella cultura occidentale le persone denunciano: la mancanza di tempo lo stress e spesso ricorrono all’uso di farmaci per lenire l’ansia, l’insonnia, altri disturbi dell’umore e del comportamento. In altre culture come quella Giapponese, ci sono riti e cerimonie che preparano al distacco dalla vita quotidiana, per indurre alla riflessione e alla interiorizzazione dell’esperienza e al rilassamento.

La cerimonia del tè è un rito antichissimo tutt’ora praticato in Giappone che rappresenta una filosofia di vita. Il tè ha innumerevoli proprietà benefiche ed è considerato un elisir di lunga vita, ma in Giappone non è considerato solo una bevanda.
In Giappone il tè viene bevuto per sostenere e favorire la meditazione ed è utilizzato anche dai samurai che  istituirono la cerimonia del tè come uno degli elementi del  codice di condotta che regolava la vita dei guerrieri.

Murata Shuko trasformo’  il rito del tè in una cerimonia basata sulla sensibilità del buddismo zen per la purificazione dello spirito in rapporto con la natura. La cerimonia comprende tanti piccoli gesti che conducono “all’illuminazione” come espressione di una forma d’arte.

Il rituale della cerimonia del tè si svolge nella shitzu la stanza del tè, che si trova in una parte dedicata della casa, spesso il luogo è all’interno di un giardino. La stanza  è priva di mobili e di qualsiasi altro oggetto di arredamento , simboleggia  il   vuoto a cui la meditazione Zen aspira. La stanza del tè è un luogo fisico ma anche mentale rappresenta gli ideali dell’estetica Zen : l’assenza del contenuto da spazio al pensiero, la contemplazione del vuoto.

La stanza è un vero luogo spirituale che separa  il frequentatore dalla materialità della vita quotidiana.
Nella stanza è presente il tokoma, una piccola nicchia ricavata in una parete che accoglie rotoli sacri e un ikebana, una composizione anche di un solo fiore. Il capofamiglia siede vicino al tokoma, e all’occasione cede il suo posto all’ospite.

La cerimonia del tè inizia con l’attraversamento del giardino, curatissimo. Il rumore dell’acqua del ruscello, il muscio vicino alle lanterene e il profumo dei fiori introduce alla fase della meditazione. I partecipanti sono vestiti in modo tradizionale, dopo essersi purificati con l’acqua prendono posto sul tatami, la stuoia di bambù, in ordine di importanza. Tutto il rito è un insieme di gesti precisi e lentissimi e ricchi di significato, una vera tecnica di meditazione. Prima viene servito un pasto leggero e poi il tè. Tutta la cerimonia può durare ore nel rispetto del rito per garantire serenità e armonia.
IL tè viene servito in due momenti diversi e di due tipi diversi. L’ospite più importante assaggia per primo il tè e passa la tazza al vicino. Sia la preparazione che la degustazione del tè è caraterizzata da gesti fissi e lenti. L’invitato prende la tazza con la mano destra, la osserva e la pone nel palmo sinistro, con la mano destra la ruota e pone la decorazione della tazza sul lato esterno. Dopo aver bevuto  e ruotato la tazza nella posizione originaria viene anche pulita nel punto in cui si sono appoggiate le labbra. Al termine della cerimonia le tazze vengono restituite e i partecipanti si congedano con un inchino.

Angela

Mi piace ricercare il benessere anche se amo mangiare cerco di migliorare la mia salute senza rinunciare al sapore al gusto e all'immaginazione