La stagionalità degli alimenti

Oggi l’agricoltura industriale ci ha abituato a trovare tutto, disponibile sempre. Per farlo utilizza le serre, i trasporti veloci per ovviare alla deperibilità, interrompendo così il ciclo delle stagioni e la peculiarità delle produzioni geografiche. Abbiamo coltivato un sogno di onnipotenza e lo realizziamo oltraggiando la natura con antiparassitari, concimi intensivi, illuminazioni artificiali ecc..Di certo la bellezza estetica della frutta e verdura ha perso in sapore e nutrienti. Le primizie  fuori stagione in particolare sono ricche di residui indesiderati. Per i prodotti che provengono dall’altra parte del mondo è lecito pensare e stati raccolti in anticipo  che abbiano subito un trattamento di conservazione e che poi siano sopravvisuti in celle frigorifere. Viene da chiedersi che senso abbia questo frenetico mercato che assorbe energie e risorse per soddisfare un capriccio, e senza nemmeno trarne vantaggi sul sapore. Scegliere frutta e verdura di stagione non mette al riparo da questi rischi ma li riduce. La soluzione ideale scegliere prodotti locali o di zone limitrofe. Tra ortaggi e frutta fresca esiste un legame tra prodotto e zona di produzione, per il microclima terreno conformazione geografica e non da meno tradizione agricola.

La stagionalità ha anche un senso legato al ciclo delle stagioni e al clima. Nel mese di settembre è bene consumare:

Verdure: Barbabietole, basilico, bietole, broccoli, carote, cavoli, cetrioli, cicoria, cipolle, coste, erbette, indivia, lattuga, porri, radicchi rossi, rape, rapanelli, rucola, scalogno, sedano, sedano rapa, spinaci, valeriana, zucche e zucchine.

Frutta: fichi, lamponi, mandorle, melagrane, mele, meloni, more, nocciole, pere,pesche, prugne, uva.

 

 

 

Angela

Mi piace ricercare il benessere anche se amo mangiare cerco di migliorare la mia salute senza rinunciare al sapore al gusto e all'immaginazione